Associació d'Amics del Bonsai d'Alcanar

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L’associazione Amics del Bonsai d’Alcanar nella Sakka Ten di Roma

Traduzione verso l’italiano dell’articolo Els amics del bonsai d’Alcanar a la Sakka Ten de Roma

Il fine settimana dal 28 al 31 ottobre, ha avuto luogo, all’Orto Botanico di Roma, il Congresso Internazionale Sakka Ten. Questo congresso si celebra ogni due anni ed riunisce bonsaisti di tutta l’Europa (Italia, Spagna, Francia, Germania, Svizzera…), i quali mostrano i suoi migliori alberi ed partecipano in diverse attività come conferenze, workshop e dimostrazioni. Sakka Ten Roma 2016

In ogni edizione di questo congresso, si invita un maestro giapponese, il quale partecipa nell’allestimento de la mostra ed anche realizza conferenze, workshop, dimostrazioni ed una masterclass che conclude l’evento e che ha come tema principale il keido, l’arte d’allestire il tokonoma. In quest’occasione, il maestro invitato è stato il sensei Kunio Kobayashi.

La mostra del congresso, diversamente a quello che abbiamo potuto vedere in altre edizioni, questa volta è stata divisa in quattro spazi: uno spazio per alberi di piccole dimensioni, un altro per kusamono, un terzo spazio per suiseki e finalmente un quarto spazio, più grande, per alberi di grandi dimensioni. La mostra è stata allestita congiuntamente tra i diversi membri dell’associazione Nippon Bonsai Sakka Kyookai Europe: Anche la sede spagnola di quest’associazione, della quale noi siamo membri, ha partecipato attivamente nella mostra con diversi elementi come alberi, shohin, kusamono, suiseki ed altri accessori. Nei quattro spazi che formavano la mostra, c’era una ripresentazione della Nippon Bonsai Sakka Kyookai Europe-España. La nostra associazione, ha anche avuto diversi elementi selezionati, questa volta un albero ed un kusamono.

Non è la prima volta che un albero della nostra associazione è stato selezionato per una mostra di queste caratteristiche, ma ogni volta che un albero è selezionato, ci fa continuare migliorando, lavorare poco a poco i nostri alberi per fare che loro siano il più naturali possibile, per fare che ripresentino quello che realmente sono ed fare che non si veda la mano dell’autore, che è stata presente nella sua coltivazione. Ogni mostra ci aiuta a migliorare il modo d’allestire i nostri alberi, trovare gli elementi necessari per fare che l’albero sia in armonia con tutti i suoi complementi (tavolino, pianta di compagnia, vaso…) e il fatto di vedere l’evoluzione dell’albero mostra dopo mostra ci permette di renderci conto del tempo che abbiamo dedicato a questo albero ed del tempo che ci resta ancora per dedicarci, perché un bonsai non è un’opera finita, ma è in constante evoluzione ed non possiamo mai darlo per finito, ma dobbiamo migliorare le sue imperfezioni ed imparare un anno dietro l’altro. Le immagini che potete vedere sotto sono alcuni dei alberi che abbiamo esposto nella Sakka Ten di Peñíscola ed di Roma:

Venerdì mattina, prima che la mostra fosse inaugurata, si sono tenuti dei workshop con il maestro Kobayashi, nei quali i bonsaisti partecipanti hanno portato i suoi migliori prebonsai ed il maestro gli ha dato alcune istruzioni a seguire per lavorarli, per poter creare il suo nuovo progetto, ed anche gli ha insegnato alcune tecniche che dovrebbero usare per realizzare i lavori necessari. Lo stesso giorno, la sera, si ha inaugurato la mostra, evento nel quale sono state presenti diverse autorità ed i partecipanti nel congresso.

Sabato hanno proseguito le attività, tutte quante molto istruttive ed piene di nuovi insegnamenti. La mattina ha cominciato con due conferenze tenute dal maestro Edoardo Rossi, il quale ci ha dato diversi consigli per coltivare gli aceri ed i pini in autunno per prepararli per le inclemenze dell’inverno ed fare che siano forti per la primavera. Il maestro, come sempre, è stato molto chiaro nelle sue spiegazioni ed, grazie ai suoi esempi ed fotografie, si è assicurato che tutti quanti capivano alla perfezione quello che voleva spiegare.

Di seguito, `c’è stata una dimostrazione simultanea di due soci della Nippon Bonsai Sakka Kyookai. In questa occasione si hanno lavorato due discipline diverse. Hartmut Munchenbach ha lavorato un pino ed ha spiegato i passi a seguire per farlo diventare un buon bonsai. Allo stesso tempo, Alfonsina Zenari ha creato tre kusamono autunnali ed ha spiegato un po’ cos’è l’arte del kusamono ed le cose che lei fa per creare i suoi kusamono, come scegliere un buon vaso, etc.

Dopo pranzo, c’è stata la conferenza-dimostrazione sull’arte del suiseki tenuta per il maestro Kunio Kobayashi, la quale è stata molto istruttiva per tutti gli affezionati a questo arte. Finalmente, si è tenuta l’Assemblea di soci della Nippon Bonsai Sakka Kyookai Europe, con soci di tutta Europa, nella quale si è parlato dei diversi eventi organizzati per l’associazione europea. Durante questo evento, si ha anche presentato un nuovo socio effettivo, uno spagnolo, Fernando Monferrer.

Il giorno dopo, le attività hanno continuato con altre conferenze la mattina, la prima delle quali è stata tenuta per i professori Aldo Tollini e Giangiorgio Pasqualotto e si titolava “Autunno: La malinconia tra Oriente ed Occidente”. L’altra conferenza è stata realizzata per la direttrice dell’Orto Botanico titolata “Gli alberi e la sua architettura”. La sera, il maestro Kunio Kobayashi ha fatto una dimostrazione nella quale, insieme ad alcuni membri della Sakka Kyookai Europe che l’hanno aiutata,ha lavorato due alberi con caratteristiche diverse ed ci ha effettuato diverse tecniche.

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La mostra si è data come conclusa la domenica, ma le attività non avevano finito ancora, perché mancavano ancora la masterclass con il maestro Kobayashi e lo smontaggio della mostra, dopo il quale tutti tornerebbero a casa, con i suoi alberi ed elementi esposti, ricordando i buoni momenti passati durante i giorni che ha durato il congresso ed anche accomiatandosi degli amici ed colleghi che magari non tornerebbero a vedere fino alla prossima Sakka Ten. Adesso, tocca applicare le conoscenze acquisite ai nostri alberi ed cominciare a preparare i migliori esemplari per una nuova edizione della Sakka Ten. È il momento di fare bilancio di questa edizione, delle cose che si devono migliorare e delle cose che hanno funzionato, e cominciare ad organizzare la prossima, il 2018, per fare che la Sakka Ten continui ad essere un punto di referenza per bonsaisti ed affezionati da tutta Europa.

Per quanto riguarda alla nostra associazione, adesso che la Sakka Ten è finita, torneremo ai nostri corsi, per continuare a fare formazione ed formare dei nuovi bonsaisti che vogliono iniziarsi in questa affezione e che, chi lo sa, magari un giorno porterano uno dei suoi alberi in una mostra della Sakka Ten. Il corso d’iniziazione, che ha cominciato verso la fine del mese d’ottobre è ancora aperto a nuovi alunni che vogliano iniziarsi con delle lezioni teorico-pratiche a questo arte, e il corso di perfezionamento, per bonsaisti con più esperienza, ha cominciato giovedì 3 di novembre.

La prossima mostra? Se volete sapere quando e dove sarà, non perdere il filo delle nostre pubblicazioni, vi informeremo tra pochi giorni.

Se c’è qualcuno che vuole iscriversi in alcuno dei nostri corsi, vi potete informare su questo link oppure potete scriverci un messaggio a bonsaialcanar@gmail.com, ancora siete in tempo per iscrivervi.

Il Congresso Sakka Ten 2014 a Fiesole [IT]

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Il fine settimana del 7 al 10 novembre abbiamo potuto godere nuovamente del congresso internazionale Sakka Ten, che si tiene ogni due anni in una località diversa. Quest’anno l’ubicazione scelta è stato Fiesole, accanto a Firenze, in Italia. L’evento è stato organizzato insieme all’Associazione Toscana Amatori Bonsai e Suiseki. Fiesole è una piccola città che si trova su una piccola collina, dalla quale si può vedere perfettamente la capitale della regione della Toscana. Fiesole a anche dei muri etruschi, delle terme romane ed anche un anfiteatro; una chiesa romanica dal 1028 ed il Palazzo comunale del secolo XXI. La mostra, allestita prima di venerdì, si è tenuta nella Sala Basolato, accanto alla piazza Mino. Sulla piazza si è tenuto un mercato di prodotti bonsaisti come alberi, piante, vasi, strumenti diversi,…

Dopo l’allestimento della mostra, sotto la supervisione del sensei Isao Fukita, e finiti gli ultimi dettagli, alle 18h di Venerdì ha cominciato l’inaugurazione della mostra. In questa c’erano una trentina d’alberi di alta qualità e caratteristiche diverse procedenti dall’Italia, ma anche da altri paesi come la Germania, la Svizzera e la Spagna. Dopo gli interventi da parte delle autorità e degli organizzatori e un piccolo snack, tutti i partecipanti sono stati in grado di vedere il risultato di diversi giorni di riunione e di organizzazione. C’erano diversi esemplari di bonsai, kusamono e shitakusa, suiseki, ed alcuni Kakejiku e tempai. Ogni elemento è stato accuratamente posizionato nel luogo più adatto per rappresentare una serie di paesaggi che si possono trovare in natura e i quali abbiamo avuto l’opportunità di visitare, senza muoverci da Fiesole, soltanto bisognava interpretare i vari elementi della composizione ed immaginarli in realtà.

La mostra è stata molto frequentata ed aveva specie molto diverse provenienti da tutta l’Europa: cachi, pini, ginepri, un faggio, un evonimus un carrubo, un ulivo, un piracanta, un Cotinus, biancospini, un melograno, un cotogno … Ogni albero aveva le sue peculiarità, ma tutti avevano una cosa in comune: erano una chiara riproduzione della natura. C’erano anche composizioni di piante ed erbe, alcune importanti per se stesse e di notevoli dimensioni; altre più piccole e che accompagnavano alcuni alberi e Suiseki. C’erano piante da fiore, che rappresentavano la stagione in cui ci troviamo, altri mostravano un cambiamento di colore (come felci). L’intera mostra ha rappresentato degli alberi d’autunno, senza foglie o con delle foglie in oro e rosso, d’altri con frutti tipici di questo periodo, come il cotogno e i cachi, calligrafie che evocano il cambio di stagione… La mostra è stata visitata da molta gente e tutti i visitanti hanno convenuto sulla scelta di alberi che gli avevano piaciuto in più. Alcuni alberi sono stati esposti in altre mostre come la Sakka Ten 2012, che ha avuto luogo in Peniscola, o la Sakka Ten 2010 a Padova; e abbiamo potuto vedere la loro evoluzione nel corso degli anni e il risultato è davvero impressionante.

Il weekend è stato ricco di eventi. Ci sono tenuti workshop con il Sensei Fukita, dimostrazioni, conferenze su vari argomenti da parte di alcuni soci della Sakka Kyookai Europa e il sensei Fukita…

Venerdì, prima dell’inaugurazione, ci sono tenuti due workshop con il sensei Isao Fukita. In questi, i partecipanti portavano i bonsai e il sensei gli indicava i passi a seguire per ottenere un buon bonsai, modifiche che dovrebbero fare, che stile dovrebbe prendere ogni albero, il tipo di vaso per l’albero o il tavolino necessario per esporre l’albero in ottime condizioni. Tutte le domande che i bonsaisti potrebbero avere sugli alberi sono stati risolti dal sensei. Non è tutto stato della teoria, ma anche hanno lavorato in situ gli alberi e il sensei gli ha dato le istruzioni necessarie per fare ogni lavoro. Si tratta di un workshop in cui i partecipanti imparano cose nuove dai loro alberi, ma anche dagli altri alberi, i commenti del sensei ci possono aiutare in futuro per il nostro albero o forse un altro albero.

Sabato mattina si è tenuta la conferenza del professor Aldo Tollini, che ci ha introdotto il Shinto e ha spiegato il rapporto tra questa filosofia e la natura, e anche i bonsai. Tra quello detto, è importante la convinzione che la natura è la perfezione di quello imperfetto, da qui la convinzione che i cani, che sono imperfetti, si trasformano in natura. È anche importante il fatto che nei giardini giapponesi, a differenza degli europei non si vede la mano dell’uomo, questo dovrebbe anche accadere con i nostri bonsai. Dovremmo lasciare che l’albero o pianta si faccia attraverso le nostre mani, ma seguito alla loro natura. Non possiamo imporre uno stile ad un albero che non ha le caratteristiche necessarie per quello stile. È stato un discorso molto istruttivo che ci ha aiutato a capire il bonsai giapponese ed il percorso a seguire per avere un albero naturale e quasi perfetto.

Dopo, prima di andare a pranzo sono cominciate le prime dimostrazioni del weekend. Questa volta Nicola Crivelli ha lavorato una roverella e Xavier Redon, dalla Spagna, ha lavorato un olivo selvatico. Prima di tutto hanno parlato degli antecedenti dell’albero, cioè, quando si è ripreso, quanti anni è stato coltivato e le fasi che hanno seguito una volta che l’albero era forte. Erano alberi che non erano stati lavorati prima, hanno appena fatto una selezione di rami in modo che i rami inutili non consumavano delle energie. Inoltre hanno spiegato, dopo aver visto le possibilità dell’albero, quale era il fronte dell’albero e anche quale era il progetto per quell’albero. Infine hanno cominciato a lavorare mentre spiegavano gli aspetti importanti di crescita e formazione delle due specie. L’evento è stato molto attivo, perché il pubblico poteva chiedere delle domande per quanto riguarda al lavoro che stavano facendo i due insegnanti e anche sulle spiegazioni che sono state fatte. Alcuni hanno spiegato anche alcune delle sue esperienze per illustrare quello che si commentava. Una delle cose più importanti su cui si è parlato è uno dei principi della Sakka Kyookai, dobbiamo fare bonsai che siano simili alla natura, quindi non possiamo dare la forma di un albero ad un altro. Osserviamo il nostro ambiente e facciamo come la natura. Non si dovrebbe vedere la nostra mano sui nostri alberi.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo, abbiamo partecipato alla dimostrazione del sensei Isao Fukita, durante la quale si hanno lavorato due alberi diversi. Prima un pino che, secondo il maestro, era difficile per farne un bonsai, per le sue caratteristiche. E poi un abete, che era molto grande ed è stato finito il giorno dopo perché aveva molto lavoro da fare. Ha potato i rami in eccesso dei due alberi e poi ha cominciato a mettere il filo su tutti i rami che dovevano cambiare posizione. Ha usato il rame, che viene utilizzato per le conifere. È stato aiutato per Diego Rigotti e Valentin Brose, che hanno messo il filo sui rami indicati dal sensei, allo stesso tempo che lui, per poi dare la forma più appropriata ad ognuno dei rami. Il risultato nei due alberi è stato eccezionale, ora resta vedere la sua evoluzione nel corso degli anni, sicuramente saranno degli alberi straordinari. Gli utenti hanno seguito incuriositi il cambiamento di questi magnifici esemplari finché non sono finiti.

La domenica è cominciata con una conferenza sul Suiseki da Luciana Queriolo, che ci ha deliziato con la spiegazione storica di questo elemento espositivo e l’evoluzione di questa tecnica nel corso degli anni. Poi, abbiamo potuto partecipare in una dimostrazione di Diego Rigotti ed Edoardo Rossi, soci della NBSKE. Loro hanno lavorato due alberi di diverse specie e stili diversi. Edoardo Rossi ha lavorato un ishitzuki, un albero su roccia, e ha spiegato alcune delle caratteristiche di questo stile e le esigenze che hanno nella coltivazione. L’ishitzuki aveva, oltre ad alcune conifere, una rosa canina che dà un tocco di colore alla composizione ed indica, a seconda del suo stato, la stagione dove siamo. Nel pomeriggio il sensei Isao Fukita ha proseguito con l’albero che aveva iniziato il giorno precedente. Dopo più di due ore di lavoro l’albero è stato finito e la verità è che non sembrava lo stesso albero. Tutti insieme hanno fatto un ottimo lavoro.

Lunedì, la mostra era già chiusa e gli organizzatori avevano già cominciato a raccogliere una parte del materiale in modo di avere spazio per la masterclass. In questa attività, alcuni soci de la NBSKE hanno proposto un allestimento di tokonoma con gli elementi che avevano e il sensei gli consigliava sui cambiamenti necessari perché quello allestimento fosse perfetto, ci fosse armonia tra gli elementi e ci fosse rappresentata una parte della natura. I partecipanti non avevano necessariamente preparato un allestimento, alcuni erano degli utenti, ma soltanto con osservare ed ascoltare spiegazioni del sensei potevano capire molte cose che fino a quel momento erano stati dei dubbi. Il sensei ha risposto tutte le domande molto gentilmente e queste spiegazioni sono state molto utili e chiare. Tutti noi siamo usciti molto soddisfatti per quello che abbiamo imparato. Quando la masterclass è finita, dopo tutta la mattina di lezione, abbiamo cominciato a raccogliere gli alberi, i tavolini e le piante che ognuno dei partecipanti aveva esposto alla mostra e abbiamo cominciato il viaggio di ritorno a casa.
È stato un fine settimana in cui abbiamo potuto ritrovare degli amici e colleghi e in cui abbiamo condiviso delle conoscenze e dei punti di vista. Ora ci prepariamo per il 2016, quando la Sakka Ten si terrà a Roma. Gli alberi saranno coltivati per migliorarli e con l’obiettivo di avere un esemplare che sia il più naturale possibile e, quando sia il momento, si farà una selezione per un altra mostra eccezionale e ricominceremo i preparativi di un’altra Sakka Ten.

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